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martedì 20 settembre 2016

ZITTO E NUOTA, NUOTA E NUOTA

Fin da quando il Pangino era un fagiolino nella mia panciona, sono sempre stata interessata all'acquaticità neonatale.
Una mia carissima amica lo faceva per lavoro e mi ha spiegato un sacco di cose ( oltre che a farmi vedere di persona), perciò prima ancora che il Pangino fosse "in cantiere" avevo già deciso che glielo avrei fatto fare ai miei figli.
Il Pangino nasce e sinceramente l'acquaticità neonatale non era il primo tra i miei pensieri, perciò tra tutte le cose, è stata accantonata per un pò.
Ci siamo giusto decisi quando lui aveva compiuto i 2 anni!!!!! Della serie meglio tardi che mai!



L'acquaticità neonatale è un corso dove i bambini, già da piccolissimi ( da 0 in su), possono ritornare all'ambiente da cui vengono ( una bella piscina calda per intenderci), e insieme ad una maestra si fanno giocare in acqua calda, cantare e nuotare. Non è un corso di nuoto, ma serve per rinforzare i muscoli, rilassare il bambino e, per un futuro, non fargli avere paura di una bella nuotata.
Ha un benessere psico-fisico sul bambino, ma anche sulle mamme, perché permette di rivivere quelle sensazioni che lo hanno accompagnato durante la gravidanza.

Insomma noi ci siamo spicciati tardi, e infatti il Pangino, alle prime lezioni era un continuo piangere. Aveva paura ad entrare in acqua, e ci sono rimasta male... ho avuto paura di aver sbagliato e che in futuro odiasse nuotare: pare mentali da neomamma!
Essendo già un po' grandicello il corso consisteva in attività come recuperare oggetti in acqua, spostarli da un posto all'altro, usando tappetini e tubi di gomma, scivoli e tuffi; il tutto contornato da tante canzoni.
L'inizio è stato traumatico perché lui voleva stare in braccio e non voleva immergersi, non mi staccava mai la mano, ma guardava incuriosito cosa accadeva intorno a lui.
Ci è voluto un mese quasi perché lui interagisse completamente con gli altri bimbi e la maestra.
E' stato divertente perché, sempre, per i primi 10 minuti, quelli in cui si canta una canzone e si fa il girotondo, lui cantava ( più degli altri), ma lo faceva piangendo... finito quello basta, cominciava a giocare.
Dopo tre mesi, saltellava da solo nella piscina bassa, senza tenermi più la mano, e a nuotare anche da solo con il tubo galleggiante.
Vedere la sua trasformazione mi ha fatto ricredere nel potere dell'acqua.
E' passato da essere spaventato, a non volerne più uscire!
Riesce anche a fare i tuffi da solo e ad andare sotto senza troppe storie.
Sono stata molto contenta di questa esperienza e appena possiamo ce lo rimando. I corsi in sé non hanno un termine, ma siccome in questo periodo è un continuo stare male, ci siamo messi in pausa, con l'idea di recuperare appena stiamo meglio. Lui non fa altro che cantare tutto il giorno la canzone della poscinetta...all'infinito!
Ha avuto un sacco di benefici. Uno quello di vincere le sue paure, mai lasciandolo da solo, ma sicuramente per l'autostima è un bel traguardo, anche se sono così piccoli.
Capire le proprie capacità e che non bisogna mai arrendersi è un gran bel passo per i piccolini.
E' molto più tranquillo quando fa il bagno a casa o al mare: se prima era una lotta anche fargli una semplice doccia, ora sa che è la cosa più divertente che c'è! E' un bell'esercizio per tonificare i muscoli, e sopratutto è una bella attività per rafforzare i rapporti con mamma e papà!
Io ne sono soddisfatta e sicuramente riprenderò, mi pento solo di non averglielo fatto fare molto prima.
Lo consiglio a tutti, già da piccolini, anche prima dei tre mesi, se ne avete la possibilità, perché è tutto di guadagnato.
A Brescia ci sono già diverse strutture che lo praticano e sicuramente un po' in tutta Italia si sta espandendo!
Qualcuno di voi ha fatto o farà questo corso? Vi siete trovati bene?
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lunedì 19 settembre 2016

TOUR IN IRLANDA: FACCIAMO I CONTI

E' passato un mese esatto da quando siamo rientrati nella nostra casetta, e non ho ancora avuto modo di scrivere le mie impressioni a freddo su questa vacanza.
Causa di forze maggiori mi hanno trattenuto in un letto di ospedale, per prolungare le mie ferie ( non preoccupatevi, niente di serio, sono già tornata) e non ho avuto modo di scrivere.


Perciò eccovi il mio resoconto.

1400 km in macchina, in 9 giorni;
30 km a piedi;
80 villaggi visti;
5 scogliere;
Centinai di laghi;
5 boschi;
2 leprecauni ( anche se il Pangino sostiene di averne visti molti di più);
20 castelli;
10 litri di Guinness bevuti;
15 porzioni di patatine mangiate;
30 panini mangiati;
1000 volte escalmato "uau", "che case" e "che strade";
2000 tra fotografie e video fatti.

Il nostro percorso:

  • Il primo e il secondo giorno a Dublino in cui l'abbiamo girata in lungo e in largo; tanti musei, tanti bei parchi a misura di bimbo, tanti pub e belle strade pedonali. Unica pecca, un gran caos, traffico di macchine e di persone;
  • Il terzo giorno abbiamo noleggiato l'auto e siamo partiti per Galway, con tappa alle meravigliose Cliffs of Moher.
  • Il quarto giorno giretto veloce a Galway, attraversando il Connemara, strepitoso, fino a raggiungere Castlebar.
  • Il quinto giorno abbiamo attraversato la contea di Mayo e Sligo, fino a Mullaghmore.
  • Il sesto giorno, finalmente sole, abbiamo attraversato la contea del Donegal, con tappa alle Slieve League, e la Inishowen Peninsula, fino a Malin Head ( il punto più a Nord di tutta l'isola), con ultima tappa a Derry, in Irlanda del Nord.
  • Il settimo giorno, ancora sole, abbiamo visitato la Giant's Couseway e tutta la costa, attraversando tutta l'Irlanda del Nord, arrivando, poi a Belfast.
  • L'ottavo giorno abbiamo bisbocciato a Belfast, girandola quel poco che siamo riusciti.
  • Il nono giorno siamo partiti da Belfast in direzione aeroporto di Dublino, con tappa al Newgrange, sito archeologico mistico, e siamo ripartiti in direzione Italia.

Cosa abbiamo capito dell'Irlanda:

  • Quando piove fa freddo, quando esce il sole si suda;
  • Vanno di moda le pre-scuole Montessoriane, anzi ci sono solo quelle;
  • Hanno case paurose, quindi o hanno un sacco di soldi, o non costano tanto;
  • Sulla falsa riga del primo hanno tutti macchinoni;
  • Non ho ancora capito il concetto di "still water", che bisogna tenere in frigo e scade dopo tre giorni;
  • Guidano come dei pazzi, su stradine di campagna con limiti di 80-100 km/h; Difatti le strade principali sono tappezzate di croci: o di gente che si schianta o di pedoni;
  • Adorano fare passeggiate o andare a correre sulle tangenziali: più di una volta ci siamo ritrovati compagnie di mamme, con tanto di passeggino, girovagare sulla tangenziale;
  • Molti, validissimi, musei sono gratuiti, specialmente in città;
  • Gli Irlandesi sono persone cordiali e molto simpatiche;
  • Negli hotel non hanno i bidet;
  • Bambini che guidano trattori;
  • L'erba sempre perfettamente tagliata, le strade sempre pulite, anche se piove da settimane;
  • La gioia dei pub;
  • Le pecore, hanno sterminati campi in cui pascolare, per quale motivo devono sostare sul ciglio della strada?

Posso dire che è stata una vacanza magnifica, un posto straordinario che rapisce il cuore.
Un caleidoscopio di luce e colori, paesaggi desolati e villaggi vivacissimi, hanno fatto da sfondo al nostro "girovagare".
A volte non avevamo il tempo per soffermarci proprio, o del tutto, ma il viaggio è stato parte integrante e fondamentale della nostra vacanza.
Attraversare i luoghi, vedendoli sfuggire veloci dal finestrino, giusto il tempo o di una fotografia, o semplicemente per sfamare il cuore.

A noi è bastato quello.

Poter dare una toccata e fuga alla vita irlandese con tutti i suoi colori, l'aria fresca e leggera, e un atmosfera che mette a tacere i pensieri dei cuori.

E' stato faticoso, molto, specialmente con il Pangino, che si è divertito, ma non lo dava a vedere.
Ha potuto esplorare la natura e divertirsi senza troppi " stai qui, stai attento, o dammi la mano", in posti selvaggi dove la cosa più pericolosa era pestare una cacca di pecora.

L'ho lasciato fare.

Ha toccato piante mai viste e annusato fiori coloratissimi. Al momento di "posso toccare la pecora" gli ho risposto un secco "No". Più le guardavo e più mi mettevano angoscia; sembrava dovessero caricarci da un momento all'altro.
Si è avventurato in boschi magici, alla ricerca degli gnomi.
Ha lanciato milioni di sassolini in laghi-mare-oceano.
Ha respirato aria pura.
Ha visto e contato tante porte colorate.
Ha saltellato come un pazzo su sassi esagonali.
Si, ha assaggiato la birra e gli ha fatto schifo ( ovviamente).
Ha cantato per tutto il tempo canzoni irlandesi a squarciagola.

Insomma, secondo me si è divertito alla grande.
Mi è mancato un pochino il fare una vacanza "normale" il cui massimo sforzo è fare il tragitto dall'hotel alla spiaggia e viceversa.

Per l'anno prossimo non abbiamo ancora un idea definita in testa; tante idee, tutte vaghe, sono troppo stanca per decidere ora!

Nel frattempo se volete potete dare una sbirciata sulla pagina FB, dove ho caricato l'album di tutte le trilioni di foto fatte; a molto breve riuscirò a montare il video delle vacanze!

Buona visione.

Io ora vado a riposarmi e voi? Come sono state le vostre vacanze?

Miri-mammalupo

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venerdì 16 settembre 2016

RITORNO, FINALMENTE

Ci sono eventi nella vita che ti portano a fare scelte che mai avresti voluto, ma che sei costretto a prendere.

Prima di aprire questo blog, ho passato un periodo particolarmente buio, che mai credevo potesse succedere a me. Pian piano ne sono uscita, un po' grazie anche allo scrivere.
Non sto a raccontarvi per filo e per segno cosa mi è successo, vi annoiereste, sta di fatto che quando il Pangino aveva circa 3 mesi, mi sono trasferita sotto un altro tetto, e sono stata costretta a lasciarmi alle spalle tante cose in quella grande casa, che era casa mia, all'improvviso, senza preavviso.

Ho lasciato la mia infanzia, i miei ricordi, l'odore di mio padre, tutti li, come vecchi soprammobili inermi, a decorare una casa vuota.

Tra tutte le cose, ho lasciato le mie adorate gatte. La mia vita, prima del Pangino.


Chi non ha animali non può capire il legame che si può creare tra uomo e animale.
Sono state le mie prime figlie, e le considero tali, e le ho abbandonate.
Mi ero detta, è solo una cosa temporanea, fra poco aggiusto tutto, ma il tempo trascorreva e nel frattempo sono passati 3 anni!

Per questo mi sento una cacca.

Come mi sono resa conto che non ce l'avrei fatta ad averle con me in poco tempo, ho iniziato a cercare qualcuno che le adottasse, perché piuttosto che saperle in quella situazione, preferivo regalarle a chi gli avrebbe voluto bene, come ho fatto io.

Purtroppo non sono riuscita a trovargli una nuova famiglia e il tempo continuava a passare.

Fino alla settimana scorsa, dopo che avevo finito il trasloco, sono corsa a recuperarle.
Non vedevo l'ora, mi mancavano tanto.



Ci sono voluti parecchi giorni perché si ambientassero alla nuova casa, e alla presenza di persone.
Hanno fatto due giorni interi in cui non uscivano dai loro nascondigli, solo qualche scappata per bere e mangiare qualcosa.

Pian piano le ho viste ritornare alla vita normale, a quello che sono, Apple e Maya, due cucciole, giocherellone, e chiacchierone, che adorano farsi fare i grattini sulla testa e che non ti lasciano lavorare in pace, perché devono piazzarsi sulla tastiera del pc, in due!

Apple è la più fifona, ma allo stesso tempo la più curiosa delle due, infatti si caccia sempre nei guai (pochi giorni fa di notte si è lanciata giù dalla finestra al primo piano, franando sulla macchina del vicino. Non vi dico lo spavento! Non lo ha più fatto), è dolcissima e più sorniona.

Maya è una disgraziata, è particolarmente stordita, e in ciò mi somiglia, non sta mai, mai, mai zitta: possiamo fare discorsi degni da "Gilmore girls", perciò potete capire quanto parla.
Lei manda avanti sempre la sorella maggiore ad esplorare, poi la segue nei suoi danni.

Mi sono mancate tantissimo, sentire le loro fusa, il loro pelo morbido, o meglio il loro pelo in giro per casa, le loro richieste di attenzioni, onnipresenti.

Il Pangino le adora e loro adorano lui, sicuramente appena farà un po' freddo le troverò a dormire nel lettino con loro.

Adesso sto cercando di scrivere in una posizione improbabile, con Maya metà sul tavolo e metà sulle mie ginocchia, che si strofina la testa sul mio braccio, mentre Apple è giù che mi tira la mano con la zampa per le coccole.





Gli sono sicuramente mancata, e hanno ragione, me la dovrebbero far pagare, ma meno male che gli animali sanno perdonare, meglio degli esseri umani, e continuano nonostante tutto a volermi bene ed io a loro.

La nostra famiglia da 3 si è improvvisamente allargata a 5 membri, ed era ora!

Anche voi avete pelosetti nella vostra famiglia?

Miri-mammalupo
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mercoledì 14 settembre 2016

LUCINE PER DORMIRE MEGLIO

Da quando è nato il Pangino, le nostre notti sono state accompagnate, oltre che da svariati risvegli, cambi e poppate, anche da lucine notturne, che mi hanno permesso di vederci di notte quando si svegliava.

Quindi di fatto, il problema del buio è più mio che suo, probabilmente lui non se ne sarebbe mai accorto.

Abbiamo cambiato svariati modelli durante questi 3 anni, perché quando le cose le usiamo, lo facciamo fino allo sfinimento.

Appena arrivato a casa dall'ospedale usavamo la mia Lava Lamp.
Lo so fa molto anni '60, ma quella avevo e mi piaceva un sacco. Era verde e azzurro e creava un atmosfera soffusa e rilassante.
Fino a quando ci ha abbandonato, aveva quasi 10 anni di vita e si è scaricata.
Non lo credevo possibile ed invece è successo.

Per venire ai ripari abbiamo usato una semplice lucina notturna blu, fino a quando non ci è stata regalata una lampada di Cluod-B.
Si tratta di un peluche, nel nostro caso a forma di tartaruga, che ha incorporato un proiettore di stelle nel guscio.
Da buoni appassionati di astronomia che siamo, ce ne siamo subito innamorati!
Si possono scegliere tre diversi colori, verde-arancio-blu, e proietta un cielo stellato sul soffitto e sulla parete della stanza.
Il Pangino ne è sempre andato pazzo, e noi con lui.
Il tempo di una storiella, si incanta a guardare le stelline, e pouf crolla.
La luce dopo un bel po' si spegne da sola; è più solo un accompagnamento alla nanna, perciò poi noi lo abbiamo integrato sempre con quella magica lucina blu.




Ne esistono svariati modelli, con vari animali, una più bella dell'altra e con altre mille e più funzioni, andate a vedere perché sono carinissime.

Una volta trasferiti nella casa nuova e con la sua nuovissima stanza, volevamo qualcosa di più carino per la notte, e i miei suoceri ci hanno portato un souvenir dalla montagna.
Si tratta di un copri luce, per abbellire quell'orrenda lucina blu. C'è disegnato un cielo e una luna con un bimbo che dorme. E' molto carino e artigianale, soprattutto.





Infine mio cognato, così non sapendo cosa fare, un giorno torna a casa con una lampada a forma di Sully di Monsters&Co, cartone preferito del Pangino.
Si tratta di una lucina a led della Philips, senza fili, morbida, con una base per ricaricarsi, che si può utilizzare per girare per casa.
Funge da lanterna, ed è comoda per gli spostamenti lettino-letto che avvengono di notte.
A volte me lo ritrovo davanti mentre sto dormendo, con sta lanterna davanti alla faccia, non vi dico il colpo, però la sua funzione la svolge alla grande.





Anche se abbiamo a disposizione tutte queste luci, sono attratta, quasi come una falena su altri modelli carinissimi.

Su RocketBaby ce ne sono un infinità e presto saranno mie, o meglio di Pangino.
Ci sono a forma di nuvola o di gelato, che lui adora, altre a forma di frutta. Potrei perdermi su quel sito, o peggio perdere tutto il mio stipendio!

Va beh online se ne trovano di cotte e di crude, e si vorrebbe prenderle tutte.
Per ora la mia collezione si ferma qui, ma presto, molto si amplierà, specialmente con quella a forma di gelato.

E voi, cosa usate per accompagnare la notte dei vostri bimbi?

Miri-Mammalupo

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venerdì 9 settembre 2016

ARRAMPICATA AL PARCO DELLE FUCINE

"Devi sfogare lo stress", dicono.
"Perché non andiamo a fare arrampicata", dicono.

E chi l'ha mai fatta arrampicata?
Pure io che mi faccio convincere in queste avventure!



Domenica mattina mi trascinano fuori dal letto per andare a Casto, al Parco delle Fucine.
Un Parco dove si possono fare bellissime escursioni e per chi vuole, noleggiando l'attrezzatura, può avventurarsi tra i vari percorsi ferrati.

Per chi vuole, appunto.

Mio cognato gasatissimo ci ha trascinato qui. Bel posto, veramente, non faceva nemmeno troppo caldo.
Noleggiamo imbragatura, casco, e guanti, ci facciamo indicare i percorsi più facili e si parte.
Al primo percorso io ho un mezzo tentennamento e mi dico che se questo è facile sono perduta.
Mio cognato, il Pangi grande e una coppia di nostri amici si buttano.
Io aspetto.
Vedo un sacco di ragazzine che sembrano dei ragni arrampicarsi senza difficoltà, facendolo sembrare anche facile.



Appena arrivano in un punto più agile, mi aggrego a loro.
Si tratta di un punto dentro un piccolo canyon con un torrente sotto, e il percorso è orizzontale.

Dai posso farcela.

Finché ad un certo punto non trovando più l'appoggio con il piede, cedo e mi ritrovo a penzoloni attaccata alla corda metallica.
Non riuscivo a tirarmi su, le corde erano troppo lontane, e ridevo, isterica, invece che piangere.
Non avevo forza nelle mani e mi facevano male.

Così vi lascio con questa immagine di me appesa come un salame lungo la parete della montagna, a mezzo metro dall'acqua, senza riuscire a fare nulla.
Qualcuno rideva, io li mandavo bellamente a quel paese.
Ho provato a rialzarmi, ma senza l'appoggio del piede mi è stato impossibile.
E' dovuto scendere il Pangi grande e spingermi letteralmente dalle chiappe per farmi ripartire.

Il quarto d'ora più triste della storia.

Dietro di me la coda di chi voleva fare il percorso, ed io morta già prima di partire.

Ho maledetto tutti.
Peccato che non c'è la foto.
Peccato.

Però mi sono sfogata. Ha funzionato.

Nel frattempo che mi riposavo, gli altri hanno fatto un'altra parete, stavolta verticale e ci siamo trovati in fondo.

Ci siamo accorti che abbiamo sbagliato percorso, e che il primo che abbiamo fatto era uno dei più difficili.
E li sono partite le madonne.

Il percorso più facile era poco più avanti.

Oltre ad essere facile è stato anche molto suggestivo.
Si trattava di un percorso all'interno di un canyon, con un torrente che scorreva sotto. Il percorso è per lo più orizzontale, ma molto lungo, 400 metri.




Devo essere sincera, mi è piaciuto un sacco, e mi sono sentita realizzata perché sono riuscita a farlo senza problemi.
Grazie al tubo, era facile, però sono soddisfazioni.

La mia giornata è finita li.
Gli altri percorsi erano tutti in verticale, e io non ce la potevo fare.

Ci siamo divertiti molto, ed è un attività alternativa interessante.
Però, se sei allenato, o comunque fai palestra ci si può cimentare anche senza aver mai fatto lezioni particolari, altrimenti lasciate perdere che se non hai braccia e gambe non vai da nessuna parte.

Ho già detto al compare che la prossima volta che vogliamo fare qualcosa senza il Pangino, terme perfavore!

Io vado a mettere le gambe e le braccia in una vasca di ghiaccio.

Miri-mammalupo
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mercoledì 7 settembre 2016

IL NOSTRO BEGINNING TO SCHOOL

In questo periodo tutti parlano del Back to school, ma per noi oggi è un giorno più importante.

Oggi il Pangino ha cominciato l'inserimento alla Scuola Materna; oggi è il suo Beginning to school.
Il tempo è volato, che nemmeno mi sono accorta che siamo arrivati a questo grande passo.
Organizzativamente parlando non siamo ancora pronti, ho giusto fatto cucire il simbolo almeno sulle salviette ieri pomeriggio, e non abbiamo lo zaino: siamo difettosi e non ci piace nulla!
Le etichette sono ancora in consegna, ma non pervenute, perciò spero di non perdere nessuna maglietta nel frattempo.

Per il resto siamo pronti.





Io sono pronta a lasciarti andare.
Vederti crescere mi rende più orgogliosa che nostalgica e le tue nuove conquiste mi fanno scompisciare dal ridere.
In questi giorni ti ho fatto una testa così con frasi tipo "fra pochi giorni vai all'asilo e vedrai come ti diverti".
Non vedevo l'ora che cominciassi perché capisco che a casa ti stufi alla grande, e la mia compagnia non ti basta più.

Così stamattina alle 9:00 precise ti ho accompagnato per la prima volta verso l'inizio di questa grande avventura che è l'asilo.
Sei entrato nella tua sezione e sei rimasto un paio di minuti stranito di fronte a quel posto tutto colorato e magico.

Si ma giusto due minuti.

Il tempo di capire dove sono i giochi che più ti interessano e poi via, hai lasciato la mia mano e sei partito.
Troppo concentrato a scoprire nuove macchinine e pentoline con cui giocare.
Neanche 10 minuti e me ne sono andata, mi hai salutato con un sorriso a 50 denti, che nemmeno hai, e ho capito che saresti stato felice, ed io con te.

Non posso negare di essere uscita dalla scuola camminando a 3 metri da terra da quanto sono orgogliosa e sopratutto felice.
Perché oltre al fatto che sia andato tutto bene e ti sei trovato bene, finalmente posso avere un po' di tempo per me, che non so più come occuparti la giornata.

Abitiamo vicino alla scuola e ogni tanto sbirciavo per vedere se c'era qualche nuvola di fumo: sia mai che le hai dato fuoco, tremendo come sei.

Sono tornata a prenderti poco prima di mezzogiorno e nel frattempo che aspettavo che aprissero i cancelli, ho controllato se ci fosse qualche segno del tuo passaggio.

Tutto ok.

Non mi sembra di vedere maestre disperate prese in ostaggio, che implorano pietà, perciò posso tranquillizzarmi.

Entro e ti trovo seduto, insieme ai tuoi compagni di sezione, su delle micro panchine, tranquillo che mi aspettavi, ma non troppo.
Quando mi hai visto mi sei saltato al collo, senza neanche troppo entusiasmo di vedermi, ma più contento di essere li.
Hai salutato tutti e ci siamo incamminati a casa.

Per ora tutto ok. Speriamo nel domani.

Intanto stasera io e papà festeggiamo! Ci sono ancora due birre da consumare, che sono li dall'anteguerra!

E voi? Siete alle prese con il rientro o un nuovo inizio di scuola?

Miri-mammalupo

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sabato 3 settembre 2016

GITA IN VAL VENEGIA

Un paio di giorni fa, essendo il Pangi grande in ferie ed io lavorando poco, abbiamo deciso di farci una gitarella in montagna.
Noi siamo profani; mille volte ci siamo detti che ci piacerebbe cominciare a fare escursioni in montagna, senza mai farle.
Non sapevamo da dove cominciare, cosa vedere, al Pangino sarebbe piaciuto, e mille e più menate del genere.
Così ci siamo detti adesso o mai più, abbiamo scelto un posto quasi a caso e siamo partiti insieme allo zio.

Non siamo andati proprio così allo sbaraglio ne.
Da mesi seguo il sito bebytrekking, di una ragazza carinissima, e ci siamo lasciati consigliare.
Sul sito si possono trovare un sacco di escursioni a misura di bimbo con tanti preziosi consigli.

Detto ciò la nostra prima metà è stata la Val Venegia in Trentino, due orette e mezza da casa.



Prendiamo baracca e baracchino e partiamo. Abbiamo i panini, il passeggino ( non da trekking), scarpe adeguate e giacche.

Abbiamo dimenticato i k-way, che sarebbero stati utili nel pomeriggio quando è venuto giù un acquazzone fortissimo.

Arriviamo verso le 10 e uau. Che spettacolo.
La valle si trova a 1800 metri circa ed è uno spettacolo, circondata da foreste e dalla malga, con mucche libere ( che paura).
Un torrente che corre nel mezzo e le vette delle montagne come sfondo.
Che paesaggio.
La camminata è abbastanza agile, anche con il passeggino normale, perché ci sono poche salite non troppo ripide.


Ci fermiamo al rifugio a mangiare un po' di polenta e poi ripartiamo.

Questa tratta di percorso è un pochino più difficile perché la pendenza è maggiore, ma fattibile con il passeggino.
Non arriviamo fino al secondo rifugio perché non ce la facevamo e abbiamo preferito giocare un pochino con la palla in un prato.



In tutto ciò il Pangino ha fatto forse 10 passi da solo, il resto solo nel passeggino, mannaggia quanto sei pigro, e avrà lanciato tutti i sassolini presenti dentro al torrente.




Ed ecco che usciamo dall'anonimato. 

La giornata si è conclusa con io che spingevo da sola il passeggino per tornare alla macchina, mentre il Pangi grande e lo zio si divertivano a guadare fiumi, facendo finta di essere dentro Skyrim, gridando "Fus Ro Dah" agli alberi, sperando di non essere attaccati da un drago.

Intanto io imprecavo perché ci eravamo divisi e ha cominciato a diluviare.



Meno male ho trovato un rifugio di fortuna e ho aspettato che i due la finissero di fare i cretini e mi raggiungessero, che ovviamente si son messi a cercarmi quando gli avevo detto che sarei andata alla macchina.

Va beh abbiamo concluso la giornata fradici.
Meno male avevo portato il cambio...ma non i k-way.

Ci è piaciuto e di sicuro non sarà il primo.
Voi avete posti da consigliarci?

Miri-mammlupo



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