buzzoole code Mammalupo

mercoledì 22 febbraio 2017

INCHIOSTRO

E' un tiepido pomeriggio di primavera, e in casa si sta benissimo.
Indosso, stranamente, un vestitino a pieghe blu, la calzamaglia panna e le scarpette di vernice lucide, i capelli raccolti in una elaborata, lunga treccia bionda, finalmente pettinati.
Deve essere sicuramente domenica, perché ho abbandonato la mia tenuta da maschiaccio scalmanato, e i capelli sono in ordine.
Sto, come al solito, girovagando per casa, passando da un gioco all'altro, mio padre è sicuramente in salotto a leggere.
Esploro la casa, come faccio sempre, con i miei aeroplanini, sorvolando la vasca da bagno, il cassettone di mio fratello, la ringhiera della scala, il letto di papà.
All'improvviso mi ritrovo davanti alla porta del suo studio, e una forte tentazione di entrare mi pervade. Lui è giù, non mi sentirà.
Al centro della stanza c'è una grande scrivania in noce scuro, con un ripiano di vetro sopra, era di sua madre. E' molto luminosa, ed è circondata da tanti scaffali.
Lui è un collezionista: ci sono libri pieni zeppi di francobolli, e gli scaffali sono colmi di vhs, con un fornito reparto per me.
Mi siedo in ginocchio sulla sua poltrona girevole così posso arrivare al tavolo facilmente.
Sulla sua scrivania ci sono tante scartoffie, tutte ordinatamente impilate a lato, libri e oggetti di cancelleria, che accarezzo come fossero dei cuccioli.
Probabilmente devo a lui la mia passione per penne, matite, forbici e quant'altro.
Prendo un foglio bianco e inizio a disegnare, usando tutte le sue penne e pennarelli.
Mi piace tirarli fuori dal portapenne e metterli tutte in fila sul ripiano di vetro, in modo da vederne il riflesso.
Lascio il disegno sulla scrivania per fargli una sorpresa, lui adora i miei disegni. Da qualche parte deve, sicuramente, esserci uno o più faldoni pieni di tutti i miei disegni. Non butta via niente, specialmente le cose che riguardano me.
Osservo la stanza come un radar, cercando qualcosa da fare, ed è stato li che l'ho notato.
Appoggiato a terra, nel ripiano più basso della libreria, un telo grigio che ricopriva un oggetto voluminoso. Tendo l'orecchio per capire se sta salendo.
Via libera!
Scendo dalla sedia girevole con uno scatto felino e mi avvicino al telo, emozionata più per la scoperta dell'esplorazione che della trasgressione.
Prima tasto con le mie manine, per cercare di capire cosa ho di fronte, cerco un modo per aprire il telo, e trovo dietro una cerniera.
La apro.
Mi trovo davanti uno strano oggetto metallico nero.
Ha un rullo sulla parte alta, dove mio padre ha lasciato incastrato dei fogli bianchi.
Nella parte bassa ci sono dei strani tasti, ognuno dei quali ha sopra un segno, devono essere lettere, penso; mi ricordo che qualcuna me le ha fatte vedere la maestra, si, e li sopra ci sono i numeri.
A cosa serve?
La accarezzo con le dita, è fredda, ed emana uno strano odore. Poi all'improvviso, mi faccio coraggio e schiaccio un tasto.
Ritraggo di scatto la mano appena il rumore secco mi rimbomba nelle orecchie, spaventata.
Cosa è stato?
Poi vedo un minuscolo segno sul foglio che prima era candido.
Deglutisco e riprovo con un altro tasto.
Stessa reazione, ma stavolta non mi spavento e osservo meglio, curiosa.

Mi piace questo suono.

Noto che appena schiaccio un tasto, una stecca metallica si muove e batte contro il foglio lasciando il segno.
Il rumore metallico secco mi ipnotizza, e i segni che lasciano sul foglio sono perfetti, e profumano di libro nuovo, che adoro.
Continuo cosi per un po', lasciando segni indelebili sulla carta, divertita, poi noto che il rullo si è spostato tutto verso sinistra e si blocca.
Mi rendo conto che non posso più continuare e mi arrabbio.

Perché non va più?
Provo a spingere il rullo e, con mia grande gioia, riesco a rimetterlo dove era, così che posso continuare il mio gioco.
Mi accorgo che ho altro spazio bianco sotto i segni che ho lasciato prima, e se schiaccio la barra lunga sotto i tasti posso creare uno spazio tra le lettere.
Proseguo così non so per quanto tempo; la luce nella stanza è cambiata, è più soffusa.
Finalmente ho finito il foglio, che magicamente viene liberato dall'abbraccio del rullo, e lo osservo stupefatta.

L'ho fatto davvero io?

Osservo la mia opera d'arte con orgoglio, come se fosse la cosa più bella che abbia mai fatto.
Lo appoggio delicatamente accanto al disegno sulla scrivania, così che poi lui lo veda.

Alzo gli occhi all'improvviso, e mi ritrovo nello sguardo di mio padre.
Appoggiato allo stipite della porta mi osserva divertito, con i suoi occhi di ghiaccio.
Pensavo che si sarebbe arrabbiato, visto che gli ho scombussolato lo studio, invece si avvicina e guarda le mie opere d'arte; mi ringrazia dei regali.

"Vedo che hai scoperto la macchina da scrivere", dice con tono calmo.

Scrivere, ecco cosa stavo facendo, e gli rispondo con un cenno della testa.

"Mi piace il rumore che fa, e l'odore dei segni che lascia", gli rispondo.
"Si chiama inchiostro, lo stesso che c'è nelle penne e nei pennarelli, ricordi?", gli annuisco.
"Con questa macchina puoi scrivere tutto quello che vuoi, i tuoi pensieri e ricordi, invece che usare la penna", mi dice.

Io soppeso le sue parole; posso scrivere tutto quello che voglio?

"A cosa serve scrivere i miei pensieri?" gli chiedo curiosa, mi manca un passaggio.
"Beh, perché i tuoi pensieri possono diventare delle storie, piccola. Come i tuoi libri, prima erano tutte nella testa di chi poi le ha scritte. Questo strumento serve a tirar fuori i tuoi pensieri, le tue idee, le tue emozioni. Ti piacciono i tuoi libri, no?"
"Si, specialmente quello delle fiabe con gli animali" Gli rispondo.
"Ecco, con questa puoi inventare tante storie, puoi far fare tutto quello che vuoi ai personaggi, come con i tuoi giochi. Quelle sono storie che inventi tu. Così poi la gente può leggerle e fare viaggi meravigliosi grazie a loro".

Guardo ancora la macchina da scrivere e il foglio che ho realizzato.

"Mi piace inventare storie", gli sorrido e lui mi ricambia con il suo grande sorriso.


"Ehi. Miriam, ci sei? Terra chiama Miriam".

Scuoto la testa e guardo Angelo.
"Scusa, ero immersa nei miei pensieri" gli rispondo.

Stiamo osservando una vetrina di un negozio vintage, che abbiamo trovato per caso, passeggiando per il centro.
Lui è incantato davanti ad una Honda d'epoca, splendida, nera e beige. E' indubbiamente molto bella.
"Ci starebbe bene nel salotto, no?", lo guardo come per dire cosa ti sei fumato.

Intanto che lo lascio in pia contemplazione della moto, esploro con gli occhi, l'interno del negozio.
Ha oggetti di ogni tipo, tutti bellissimi, che evocano tanti ricordi di vite vissute; chissà quante storie hanno da raccontare, quante cose hanno visto, mi domando.

Poi ecco che la vedo, là, sopra uno scaffale un po' impolverato, una bellissima macchina da scrivere di metallo nero.
Subito la mia mente viaggia a parecchi anni fa, a quando ero una bambina curiosa e spensierata.
Il ricordo del rumore dei tasti, e l'emozione che avevo provato quel giorno.
Perché me ne sono dimenticata? Mi era piaciuta così tanto!

Una sensazione mi invade le vene, e mi domando come mai non ho assecondato la mia voglia di scrivere storie, come una volta? Cosa è successo che mi ha fatto smettere di scrivere delle mie emozioni, ma i ricordi sono vaghi.

Guardo Angelo che discute con suo fratello riguardo la moto, e decido che al diavolo, sono stufa di reprimere le mie emozioni come facevo una volta.
Lui mi ha aiutato molto, anzi, adesso dice che sono una piagnona, anche se in realtà sto buttando fuori le lacrime che non ho versato per una vita intera.
Scrivere potrà aiutarmi a rompere la maschera? Non lo so, ma perché non tentare, chissà che poi la vecchia fiamma non si riaccenda.





Miri-mammalupo

#aedidigitali #inizio

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sabato 11 febbraio 2017

WEEK END BUCOLICO PER TUTTA LA FAMIGLIA

Quanti di voi hanno bambini che adorano i trattori, le mucche o giocare a fare il contadino?
Io ormai ho perso il conto di quante macchine agricole ho un giro per casa, e immagino che molte di voi siano nella mia stessa situazione.
Per chi ha a che fare tutti i giorni, con questi giovani appassionati, consiglio di fare un giro alla Fiera Regionale di Sant'Apollonia, a Rivolta d'Adda, che si terrà questo week end.

È una fiera folkloristica, dal forte carattere contadino, che ogni anno si festeggia a Rivolta d'Adda.
Due giorni in cui potrete riassaporare l'atmosfera di una volta; tanto artigianato, agricoltura ed enogastronomia tipica.
Vi ritroverete a passeggiare per il suggestivo paese cremonese, osservando l'ampia mostra di macchinari agricoli e non solo, per la gioia dei vostri bimbi.
Oppure tra le molte bancarelle artigianali, dove trovare quell'oggetto che vi riporta immediatamente nella casa della nonna.

Ci sarà anche una bella esposizione di bestiame da allevamento; mucche, tori e bufale la faranno da padrone, potendo vederli da vicino, e non mancheranno i cavalli e i pony!




Tanti incontri e dibattiti sul tema dell'allevamento, con esperti del settore, esposizioni fotografiche del tempo che fu, e d'arte.
Il tutto accompagnato dall'atmosfera allegra e festosa della comunità rivoltana, dal buon vino e tanta Trippa, per accontentare anche i più grandi, intanto che i bambini si divertono a contemplare i trattori e gli animali.
Insomma, una domenica per tutta la famiglia, in cui divertirsi e stare insieme.


Se non sapete cosa fare questa domenica, vi consiglio di fare un salto, ne vale davvero la pena, e di certo i bimbi si divertiranno tantissimo!



Miri-mammalupo
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venerdì 10 febbraio 2017

NUOVA AVVENTURA

Come sapete, sono reduce da un nuovo trasloco. Gusto perché abbiamo appena fatto in tempo ad abituarci alla vecchia casa, che già abbiamo dovuto cambiarla.
Stavolta però il cambiamento non è piccolino: ci siamo trasferiti a 200 km da dove abitavamo.



Nuova casa, nuova città, nuova regione.
Perderò quasi sicuramente il mio accento bresciano sopraffino (per fortuna), per acquistare una fluente cadenza modenese; la nostra dieta si amplierà con piadine allo strutto, tigelle, mortazza e lambrusco, per non parlare dei tortellini.
Certo non è come trasferirsi all'estero, però abbiamo lasciato la nostra famiglia e parenti.

E' un bel cambiamento, specialmente per il ribelle, che per ora, ha accettato di buon gusto la nuova casa, e il nuovo asilo.
Avevo timore che il cambiamento lo destabilizzasse, specialmente visto il precedente inserimento.
Invece lui è contento, e va molto volentieri all'asilo, tanto che siamo al 4° giorno e possiamo dire concluso l'inserimento.
Io che mi aspettavo un mese di tira e molla, mi ha stupito, come fa sempre.
Sa che nelle vicinanze c'è il museo delle macchine veloci, come dice lui, e da buon appassionato ci toccherà andare una settimana si e una pure.

Abbiamo ancora un sacco di scatoloni in giro, e ci mancano alcuni mobili, come le scarpiere e le cassettiere, la libreria.
Ah si, non abbiamo i ripostigli, perciò oltre a scatole di scarpe e libri, ho detersivi, scope e quant'altro in giro.
E non me ne libererò alla svelta.

Possiamo definirci completamente trasferiti, ora che è arrivata la connessione internet: mi mancava un sacco, anche se avendo tanto da fare, non avevo tempo per essere on-line.
Da oggi sarò operativa al 100%, e si prospettano tante belle novità per il sito, che ho lasciato nel limbo per troppo tempo.
Perciò rimanete con me, che a breve ci sarà un altro bel cambiamento!
Che la nuova avventura modenese abbia inizio.

Vento dall'est, la nebbia è là,
qualcosa di strano fra poco accadrà.
Troppo difficile capire cos'è,
ma penso che un ospite arrivi per me. 




Miri-mammalupo

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venerdì 13 gennaio 2017

DI RUGHE, CANDELINE E FIOCCHI DI NEVE

Oggi è un giorno speciale: tadada è il mio compleanno, e da buona egocentrica che sono non potevo non scrivere due parole.

Stamattina mi sveglio e, guardando fuori dalla finestra, mi si disegna un sorriso enorme sul viso, che contribuirà ad aumentare le mie rughe che stanno iniziando a far capolino.
Io amo la neve.
Sono nata con la neve, e le mie torte di compleanno sono quasi sempre state a base di neve, costruite con minuziosità sul tavolo del giardino.
Diciamo che oggi, poteva evitare visto che dovevo fare 150km in macchina, e ho viaggiato per lo più sul ghiaccio, ma qualcuno ha voluto farmi un grosso regalo, a modo suo.

Con oggi son 28. Si lo so, sono ancora una bambina e qualcuno pensa che ne abbia anche di meno; vorrà dire che quando ne avrò 40, ne dimostrerò 30...o almeno spero!😜

Oggi per me un giorno speciale, non perché mi piaccia smodatamente fare festa o che altro.
È che mi sono sempre sentita molto speciale, in quanto io sono stata un regalo, e come tale sempre trattata.
Oggi è anche il compleanno del mio papà, che il destino ha voluto portar via dalla mia strada, almeno fisicamente.
Oggi avrebbe fatto 77 anni. Si per me non è stato un padre giovane, ma è stato sempre presente, non mi ha mai fatto mancare nulla, giocavamo e facevamo un sacco di cose insieme.
Come ogni genitore fa con i propri figli.



Ma la cosa più bella era festeggiare insieme, con una grande torta dove insieme alle mie micro candeline, c'era anche la sua super candela rossa al centro; sempre la stessa ogni anno, anche se ogni volta più corta.

Per lui ero un regalo, molte volte rompiscatole, ma sempre bello.

Perciò oggi voglio fare gli auguri anche a lui, che da qualche parte, so che mi vede e spero sia contento di come sto proseguendo la mia vita.
Grazie del regalo!


    Quando diventi genitore sei il fantasma del futuro dei tuoi figli. 


Miri-Mammalupo 
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lunedì 9 gennaio 2017

CI SONO ANCORA...

E' un mese esatto che non scrivo.
Mi sono presa un lunghissimo periodo di riposo durante queste feste natalizie, per stare con la mia famiglia, che ho trascurato ultimamente causa lavoro.



Avevo proprio bisogno di staccare la spina da tutto, per resettare il cervello e poter cominciare l'anno nuovo con la calma e la carica che mi serve, per fare le mille cose che mi frullano per il cervello.

Intanto vi voglio augurare buon anno, e da come è cominciato sarà un anno col botto ( neve a parte).
Ci sono tantissime novità delle quali vi devo aggiornare.

No, non ho cominciato la dieta e credo che non la comincerò presto. Voglio godermi ancora un pochino queste rotondità che ho preso durante le feste. Sono come una foca, ho bisogno dello strato di grasso per superare l'inverno, visto come si è rivelato ultimamente.

Sto pensando ad un restyling della pagina, perciò vi sveglierete un bel giorno e lo troverete rivoluzionato. Scherzo, vi avviso prima!
Fra molto poco ci sarà un lungo periodo di tregua, nel quale mi potrò dedicare maggiormente alla mia pagina, perciò vi romperò le scatole più del solito, preparativi, e benvenuta alla costanza.

Stavo anche pensando di iscrivermi ad un corso di fotografia, mi sapete consigliare qualcosa?

L'ingegnere mi ha regalato una tavoletta grafica, con la quale ne combinerò di tutti i colori, ma che non sono ancora riuscita a installare su questo rottame di pc. Prevedo una defenestrazione a breve, con cambio di strumentazione.

Inoltre c'è una grossissima novità.
Visto che a noi piace complicarci la vita, sia mai che una volta ce ne stiamo buoni e tranquilli, ci trasferiamo.

Settimana prossima prendiamo quelle poche cose che ci appartengono, le inscatoliamo e via, si parte, per una nuova avventura Modenese.
Pochi chilometri eh, niente di trascendentale, non partiamo per le americhe. Torneremo da queste parti praticamente un week end si e uno si, per far visita ai nonni, se no chi lo sente il Pangino.
Devo ancora capire in che asilo mandarlo e se mai me lo accetteranno, sperando che prenda di buon voglia la storia del trasferimento.

Ora mi ritrovo qua, circondata da scatoloni e mi domando come sia possibile avere tutta questa roba! E pensare che continuavo a ripetermi "Ma si, tanto abbiamo poca roba".
Non mi si spiega, la legge di conservazione di massa in questa casa non funziona.
Come è possibile che si crei materia senza che questa entri in questa casa? Non mi capacito.

Mi seguite già sui miei canali social?
Andate subito a mettere un like, così rimarrete aggiornati sui miei scleri quotidiani, tra una scatola e l'altra. Vi ricordo che ho come assistente il Pangino, che mi svuota le scatole appena riempite!







N.b.: tutto questo per dirvi che no, non sono sparita, e se qualche anima pia della zona di Modena vuole darci una mano con questo trasloco-lampo è bene accetto.


Miri-mammalupo 

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giovedì 8 dicembre 2016

CHE COSA E' SUCCESSO A GILMORE GIRLS?

Ci siamo, la tanto attesa è finita, le ragazze sono tornate.
Abbiamo aspettato per ben 10 anni questa stagione, diciamo che ce l'hanno fatta sudare.
Ne è valsa la pena?

Forse no.

Ho passato tutta la mia adolescenza in loro compagnia, e ancora adesso le ragazze sono nel mio cuore; ogni volta che rivedo le vecchie puntate, ritorno la, nella mia cameretta, a sognare con loro.

Aspettavo con trepidazione questo ritorno che mi sono sparata le sei ore della serie una dietro l'altra.

ATTENZIONE, DA QUA IN POI CONTIENE SPOILER!
SIETE AVVISATE!



Peccato che, sono rimasta leggermente delusa dalla nuova stagione.

Mi sono mancati tutti, perciò mi ha fatto piacere vedere a che punto erano. 
C'è stato un escursus su tutti i vari personaggi della serie, e noto che il tempo non passa, e hanno fatto tutti un patto con il diavolo ( tranne che il marito di Lane!).

Non vedevo l'ora di passeggiare per le strade di Stars Hollow, con il suo gazebo, il locale di Luke, la scuola di Babette e tutto il resto.
Come mi sono mancati gli interminabili discorsi tra Rory e Lorelai, e mi ero quasi dimenticata di quanto parlassero velocemente, e le quantità di caffè e cibo che ingurgitano.

Mi è mancata Lorelai, così forte e stravagante, con i suoi modi strampalati di vivere, come se avesse sempre 16 anni, e il suo guardaroba assurdo.
Ho sempre ammirato il suo essere indipendente, fare le cose, non semplicemente perché è giusto così, ma solo perché dettato dal suo cuore



Per questo mi è sempre piaciuta questa serie, perché era diversa, e aveva un messaggio diverso dal solito. 
Lei a 16 anni ha deciso di andarsene da casa, cercarsi un lavoro e crescere da sola sua figlia.
E dove è arrivata? Si è rimboccata le maniche ed è riuscita nei suoi sogni.
Ha cercato di insegnare la stessa cosa a Rory, e per come era finita la vecchia serie, mi aveva fatto alzare dalla sedia e applaudire
Perché lei ha messo davanti la sua libertà e indipendenza, perché voleva realizzarsi prima come donna, prima di diventare moglie di qualcuno.
Per quanto abbia amato Logan e ci sia rimasta male che sia finita così, quando si poteva anche aspettare, sono stata molto contenta della sua scelta.
Mi ha fatto capire che finalmente ha capito la madre, e anche lei si è dimostrata tale.

E invece.

A parte la trama, che è stata inconcludente, non mi ha raccontato nulla, solo un contorno di cose, per arrivare alle ultime 4 parole.

Ritroviamo Rory che è in crisi con la sua carriera, debole, che non sa cosa fare nella sua esistenza.
Rappresenta in pieno la crisi giovanili di questo periodo, tante aspettative, pochi risultati, sconforto.
Inoltre fa da concubina al suo ex, che le aveva chiesto di sposare, ma che per sua scelta professionale, per realizzarsi, aveva rifiutato, il quale è fidanzato con una ereditiera, che deve sposare per ' scelta dinastica'.

Che cavolo stai facendo?
Non ci piace per nulla!

E tutta quella lotta per l'indipendenza, dove è finita? Tutti i tuoi sforzi per realizzarti? 
Cosa ti ha insegnato tua madre?
Non mi piace come hanno sviluppato il personaggio. Doveva essere diverso.

Per quanto Rori sia sempre stata lagnosa e viziata, è sempre figlia di sua madre e sembrava seguire egregiamente le sue orme. 
La serie era diversa, aveva un messaggio diverso, un bel messaggio, di realizzazione femminile, di sogni, che una donna può essere altro oltre che moglie e madre, e che può non dover rinunciare alla sua carriera per amore.

Così va tutto a quel paese.

Alla fine si ritrova incinta, con totale sconcerto della madre, che ha faticato tanto perché sua figlia avesse il meglio, che capisse che da sola poteva fare quello che voleva, senza bisogno necessariamente di un uomo.

Ora non ha un lavoro, non ha un ragazzo, ed è incinta.
Non doveva andare così, come sempre nella vita.

Inoltre deve farsi 'salvare' da un ragazzo, alias Jess ( che, da come la guarda, lascia trapelare i suoi sentimenti), che gli da l'idea di scrivere un libro su di lei e sua madre. 
Cioè, ci voleva tanto a capire che, in un momento di crisi, fosse il caso di buttarsi in un progetto del genere? 

In compenso ho apprezzato moltissimo l'evoluzione di Emily, che, per quanto mi sia sempre stata sulle palle, ora che si ritrova vedova, ha una crisi esistenziale, e si rivela per quella che è!
Per 50 anni è stata la moglie di Richard, ed ora si ritrova a fare le cose da sola, senza la sua spalla.
Ma nonostante tutto riesce a venirne fuori: capisce che lei è Emily, e può fare quello che vuole, anche vendere la casa, e dedicarsi ad altre attività al di fuori delle Figlie della Rivoluzione.
Finalmente rivediamo una nuova Emily, piena di vita e di iniziativa, e si capisce da chi, in fondo, abbia preso Lorelai.

Infine lei, Lorelai, sta con Luke, evviva. Ci sono voluti 32 anni.
E son felice anche per Luke, se lo merita, perché, nonostante per quanto lei sia una scassa balle, mai pronta per niente, lo sa che è una gran donna, forte e dolce, e lui ne ha bisogno.

Dopo una mini avventura stile Wild, che Lorelai intraprende per cercare di far chiarezza su tuuuutttaaa la sua vita, finalmente ha un epifania.
Riesce a recuperare il rapporto con sua madre, e tutte le loro tensioni si appianano, e decide, finalmente, di sposare Luke.

La stagione finisce con il loro matrimonio, semplice, ma sopra le righe, come è lei d'altronde; un bel sogno, dal quale si sveglia bruscamente con l'annuncio della gravidanza di Rory.

Cosi ci lasciano.
Con grande amaro in bocca, e un bel po' di confusione in testa.
Ora sarà da capire se la serie andrà avanti, ma rimango comunque incavolata nera.

Nota positiva: le canzoni sono sempre azzeccatissime, specialmente quella finale del matrimonio, mi ha emozionato moltissimo.

Per tutto il resto piattume totale.



Non avrei mai pensato di scrivere una cosa del genere su una delle mie serie tv preferite e affezionata; Tacerò su Grey's Anatomy, solo perché non voglio leggere quello che penso delle ultime stagioni.


E voi, l'avete vista? Cosa ne pensate, la salviamo oppure no?


Miri-mamamlupo

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mercoledì 7 dicembre 2016

CARO DOTTORE, HO UN PROBLEMA.

Dottore ho un problema con le porte.
Ha presente quelle grandi e rettangolari, con la maniglia?
Ecco loro, non mi sono simpatiche, specialmente quelle trasparenti, le peggiori e infingarde.
In realtà ho problemi anche con le scale e mobili vari.



- Mi spieghi meglio.

Vede mi capita molto spesso che se la mattina mi sveglio, e per sbaglio do una spallata ad uno stipite della porta, vuol dire che quella sarà la giornata delle porte in faccia, o dei ruzzoloni giù dalle scale, sicurissimo, perciò in genere prendo precauzioni.

- Scusi, signorina, non capisco. Lei si sveglia la mattina, colpisce le porte e poi che succede? Una         specie di vendetta nei suoi confronti? Come fa a dire che sarà una giornata no?

Io lo so di essere una stordita cronica, da sempre sbadata a fare le cose, ma sono così e ci ho fatto l'abitudine. Ho provato a cambiare, a stare più attenta, ma il pericolo è sempre li, dietro l'angolo, sembra che ho addosso una calamita per le figure di merda. Capisce?

- No.

Le faccio un paio di esempi.

Ero in vacanza con la mia amica del cuore, io e lei da sole, un viaggio emozionante in Sicilia, il primo che facevo dopo tempo, la laurea imminente, insomma ero pronta a rilassarmi.
Appena arrivati in hotel mi si è aperta la valigia davanti al proprietario ed altri ospiti, c'era di tutto per terra, e ci avevo messo tanto tempo a fare tetris tra le mille mila cose che "non si sa mai, possono sempre servire". E già li chissà che hanno pensato.
Il giorno dopo, parlo alla reception con il portinaio per delle informazioni, e dopo esattamente tre secondi mi schianto sonoramente contro la porta scorrevole dell'ingresso. Non si trovava in quella posizione, giuro che si è spostata!
L'ho quasi distrutta, tutti tacevano, la mia amica rotolava per terra infame, io ero rossa in faccia, ma più per l'ustione di quinto grado presa il giorno prima, che nascondeva l'imbarazzo.

E questo è ancora niente.

Recentemente mi sono spalmata contro la porta scorrevole del Talent Garden di Milano, mentre cercavo di accedere al Mammacheblog. Fortunatamente tutte le mie pseudo colleghe (loro ci lavorano, io cazzeggio) erano troppo intente a fare colazione e a socializzare per accorgersi di me!

- Mammache?

Si ricorda il blog? Gliene avevo parlato, che ogni tanto cazzeggio li sopra? Mi aveva anche detto che la trovava un ottima idea per svalvolare?

- Ah si, ricordo. Il blog ( rumore di penna che scrive sul taccuino).

Un bel pomeriggio salgo tutta trafelata sul treno per casa, preso per un pelo, come al solito. Era uno di quei treni con le porte scorrevoli tra le carrozze, trasparenti. Mi sono bloccata all'istante, sapevo che mi ci sarei schiantata, mi conosco, così prendo la maniglia e con forza apro la porta ( ammazza quanto pesa) e tutta orgogliosa di me, finalmente un segno divino che qualcosa sta cambiando, e bam!
Ho preso il vetro sul naso.
Volevo piangere, ero convinta di aprire una porta chiusa, invece stavo chiudendone una aperta.
Almeno la gente ha avuto il buon senso di non ridere al momento.
Ho cercato per mesi il mio video su Youtube.

Per non parlare delle figure di merda con le altre persone. Ha presente quando si parla di qualcuno che non si conosce e si scopre che l'interlocutore è esattamente questa persona?
Bene dopo un paio di gaffe ho smesso di parlare con le persone.

Inoltre i mobili!
Mi ritrovo con due fagioli al posto dei mignoli, a forza di sbatterci contro.
Cioè io cammino e loro si spostano di quel centimetro che basta, per frantumarti il dito piccolo del piede.
Lo fanno apposta, sono cattivi!

- Lo sa vero che i mobili non sono entità pensanti e vive?

E allora lei come me lo spiega?

E le scale?
Io a Miss Italia o a Madre Natura gli faccio un baffo, se sto scendendo le scale, lo spettacolo è assicurato, perché di sicuro metto un piede in fallo e ciao.
Sono anche in grado di prendere le scale mobili al contrario, specialmente negli orari di punta, con annesso "Permesso".

E poi molto altro ancora di vario genere.

Una volta, facendo la pipì, ho dimenticato di sollevare il coperchio della tazza. Le lascio immaginare il seguito.

Oppure settimana scorsa, mentre lavavo le pentole, ho svuotato il contenuto di acqua, centrando i miei piedi invece che il lavello.

Recentemente sono riuscita a portare il Pangino all'asilo senza scarpe. Lui continuava a chiedermi se poteva andare all'asilo senza scarpe, ed io che gli rispondevo pure, che idea sciocca avesse in mente.
Arrivo a scuola e mi rendo conto che le scarpe erano rimaste abbandonate sulle scale di casa.
Sono volata a casa, con lui che rideva ed io che volevo sprofondare, sperando che nel frattempo le maestre non stessero chiamando i servizi sociali.

La vedo ridere sa? Ma lei non dovrebbe essere più professionale?
E ne ho migliaia di aneddoti come questi.
Dottore, come è possibile una roba del genere?
Non riesco a capire se sono io così, o è normale? Perché sinceramente io non mi sento tanto normale, credo di avere un problema, grosso.
Esiste una cura?

- Signorina, io credo che lei sia semplicemente sbadata, oltremodo, per così dire.
  Non esiste cura.
  L'unico consiglio che le posso dare è di comprarsi un elmetto e delle protezioni per gli arti, e anche    di portarsi sempre dietro qualcuno.

  Che la possa filmare.
  Ovviamente

Lei fa schifo lo sa?
E  io dovrei pagarla?



Miri-mammalupo

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lunedì 5 dicembre 2016

IL MIO VICINO TOTORO

Ecco Lunedì scorso ho saltato, causa super influenza che mi ha reso un ameba sul divano davanti a Netflix.
Dettagli.
Oggi riprendo in mano la rubrica #sepuoisognarlopuoifarlo, dove parlo dei cartoni animati preferiti del Pangino.

Chi conosce il Signor Miyazaki?
Nessuno?
Oh, ho visto qualche mano alzata. Bene.

Beh, lui è una divinità, il creatore dello Studio Ghibli, dove si realizzano i film di animazione Giapponesi più belli di sempre.

Quando ero adolescente ho avuto una forte passione per tutto ciò che provenisse dal Sol Levante, e ce l'ho tuttora. All'epoca mi è capitato per caso di vedere uno di questi capolavori, e ne sono rimasta affascinata.

Pian piano io e l'Ingegnere abbiamo creato una piccola collezione di questi film.

Il Pangino non poteva venire attirato da tutti quei disegni colorati e fantastici, perciò l'ho iniziato al Signor Miyazaki, poi magari gli avrebbero fatto schifo e i miei sogni di gloria sfumati.

Il primo che gli ho mostrato, e del quale voglio parlarvi, è "il mio vicino Totoro".
Vi dico solo che se ne è innamorato subito.



E' una bellissima storia, adatta a bimbi anche più piccoli.
Racconta la storia di due bimbe, Mei e Satsuki, di 4 e 11 anni, che insieme al papà si trasferiscono in un piccolo villaggio di periferia, per poter star più vicini alla mamma, che è ricoverata in ospedale. Accanto alla loro nuova casa c'è un bel bosco e le due bambine scoprono, finalmente la natura.
Di li a poco le bambine scopriranno che il bosco è abitato da uno spirito, che la piccola Mei chiamerà Totoro, storpiando il nome di un troll che aveva visto in un libro.
Insieme a sua sorella e al signore del bosco vivranno avventure mozzafiato, e scopriranno la natura, come non l'avevano mai vista.

E' un film tenerissimo, e il Pangino lo adora, tanto che quest'anno al Lucca Comics ha voluto un costume da Totoro.

Lo consiglio vivamente, è adatto anche ai più piccolini, è una valida alternativa a Masha e Orso e Peppa Pig.
Ne rimarrete entusiasti, anche perché coinvolge anche i più grandi!




Miri-mammalupo


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venerdì 2 dicembre 2016

TRATTORI

Bentornati al #venerdìlibro.

Continua la serie dei libri del cuore del Pangino.

E quale è la cosa che adora di più, se non i Trattori?



E' un carezzalibro, costruito in modo che alcuni dettagli siano realizzati con diversi materiali.
Ai bambini questa tipologia di libro piace un sacco, perché l'interazione tattile li incuriosisce e li fa interagire di più con la lettura.
Aiuta il bambino a conoscere altri materiali, che si avvicinano alla realtà, perciò è come conoscere da vicino un vero trattore.



La storia è carina, descrive semplicemente i vari trattori, da quello che ara il terreno, a quello che va sulla neve.
Pone delle domande ai bambini, per farli interagire ancora di più., cercando coniglietti, o topolini all'interno delle immagini, che sono disegnate molto bene.

Prima di andare a nanna, questo libro è diventato uno dei suoi must, ed è divertente vedere come fa finta di non sapere dove si trovano i coniglietti, per poi stupirsi quando ne trova uno.





E voi, quali sono le passioni de vostri piccoli?



Miri-mammalupo

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giovedì 1 dicembre 2016

IL MOMENTO PIU' BELLO

In giornate come questa l'unica cosa che desidera è una cioccolata calda, una copertina morbida, divano e un buon libro.

La realtà è ben altra.

Drin drin drin drin drin.
La sveglia suona impietosa e sai già che devi tirarti insieme ed uscire dal tuo nido di coccole, e sbrigarti.

Fare colazione, sfamare la piccola bestia che mangerebbe un bue intero.
Lavalo, rincorrilo, vestilo, rincorrilo, finisci di vestirlo, rincorrilo, sistema un pochino casa che se arrivano i servizi sociali ti fanno chiudere baracca e baracchino, lavati, vestiti, metti in ordine quella faccia che pari Shrek, apri le finestre.
Mettiti le scarpe, mettile a lui, va a recuperare l'altra scarpa che nel frattempo ha lanciato giù dalle scale, mettigli la giacca, e forse sei pronta per uscire.

Ah.

Ho trovato la scarpa che cercavo da giorni, era in fondo alla scala.
Chi l'avrebbe mai detto.

Nei giorni migliori riesco a portare il Pangino all'asilo, ma ultimamente ho chiesto aiuto a mia suocera, che me lo porta e me lo va a riprendere.

A me tocca prendere e partire presto, per lavoro, e girare, girare, girare nel traffico e quando va male mi ritrovo in quello brutto Milanese.

Torno a casa che non sento più le gambe e gli occhi, e credo di non aver ancora finito.
Preparo la pappa al Pangino, ci rilaviamo, giochiamo un pochino con i suoi puzzle preferiti, pigiama, leggiamo un libro, ed ecco che arriva, finalmente, il momento più bello della giornata.

Il mio preferito.

Non è fatto di racconti della giornata, o favole lette.
No, è il momento in cui soli, io e lui, ci accoccoliamo nel lettone, o sul divano.
Lui mi si stringe addosso, come un cucciolo di Koala, e rimaniamo così, finché il sonno non ci prende.
Ed io torno a respirare il suo profumo, accarezzare i suoi capelli morbidi, esplorare le righe delle sua manine paffute, che stanno crescendo così in fretta. Ritorniamo ad essere un unico Noi, e i nostri respiri si sincronizzano.



Quello è il momento più bello.
In quel momento tutto si ferma, anche il tempo.
Per quel lunghissimo istante, tu non stai crescendo, stai riposando nel posto più sicuro del mondo: le braccia di mamma, cullato dal mio battito e io dal tuo.
Tu ti stringi a me come per rafforzare l'idea che io non devo andare via, devo stare sempre con te, vicino, vicino.

Ecco questo è il momento che aspetto per tutto il giorno, il momento che mi fa alzare bene dal letto, perché so che ci sarai tu ad attendermi a fine giornata, e ho già voglia di respirarti.

Questo vale più di mille coperte calde e tazze di the bevute davanti ad una serie tv, o ad un libro.
Questo è il momento che, per quanto possa essere stanca, per quanto la testa o le gambe o tutte le ossa mi facciano male, mi fa dire NE E' VALSA LA PENA.

E lo rifarei ancora.


Il vostro momento più bello della giornata quale è? O ne avete più di uno? Raccontamelo.




Miri-mammalupo

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